#Potevoessere.unagiornalista.Invecesonosolo.io

di etereamelodia

Il mio non è un blog di attualità, di politica, di critica, di recensioni, nonostante la mia simpatica vena artistica in questi casi da il meglio di me. No. Questo è il blog dei miei pensieri arrovellati, dei miei stati d’animo, delle parole stravaganti, dei racconti grigi, di quelli colorati, della malinconia del tempo. Questo è il mio blog dove racchiudo le parti di me che non capisco, e che continuano a bussarmi in testa.
Detto questo volevo fare un commento sulle situazioni politiche europee. In realtà mentre sorseggiavo il mio caffè col miele avevo uno splendido spaccato, in testa, di parole acute da scrivere. Ma il tempo grigio me le ha cancellate via. C’è stato un tipo, non farò nomi ma è un tipo famoso in ambito ambientale, che a Savona mi ha detto che il mio taglio giornalistico è di cronaca nera. Ancora mi ricordo l’incipit dell’articolo che avevo scritto:” come casa un tombino, come tetto le stelle.”
Figo. Credo che se leggesse sto blog invece mi direbbe che il mio taglio è quello di una psicopatica che si crogiola nelle parole. Il fatto è che se scrivo, sto quasi più attenta alla tonalità con cui le parole si legano insieme, da quelle più nude a quelle più dense. Le alterno, le equilibrio, le rendo parte del sistema che sto costruendo, che mi si forma qui, sotto i miei occhi. In effetti non mi dispiacerebbe viaggiare con un taccuino in mano e scrivere. Solo che il problema dei giornalisti di oggi che sanno così tante cose sulla politica, che quando parlano tra di loro aleggia veramente un senso di noia e di monotonia. Se i giornalisti parlano tra di loro, ci tengono a far vedere che sono giornalisti, parlano sempre di questi temi e di luoghi comuni ben rielaborati, ovvio lo devono praticamente fare tutti i giorni, ma lo fanno in modo talmente fine da impedirti di rientrare nel discorso, perchè se pure sei informato sui fatti, se pure ci capisci qualcosa, se pure sei un po’ intelligente per poter giocare con le parole, i pensieri, accrocchiarli insieme e tirare fuori qualcosa di decente, beh, non riusciresti mai a stare al loro livello. Che in alcuni casi scade nel banale e noioso; non potrò mai sapere tutti i nomi di tutti i politici di tutto il mondo, tutti gli scoop, a stento mi ricordo i nomi dei personaggi del signore degli anelli, eppure l’ho letto mille volte, la storia è sempre quella, eh, mica cambia, ma quando cominciano le discendenza quello figlio di quello, ecco. Per capirci. Il Silmarillion è pure peggio, me l’avevano detto ma io no, sono testarda, infatti non è stata na lettura tanto facile. Comunque, tornando a noi. Quando mi hanno detto che potevo scrivere per la cronaca nera mi sono entusiasmata, nessun compromesso. Potevo scrivere quello che mi pare senza dover stare attenta alla politica della mia testata, potevo usare termini agghiaccianti per descrivere situazioni, potevo essere pittoresca e creativa perchè le mie descrizioni erano un bel quadro impressio,realista, a tratti confusionario, come è esattamente la scena di un delitto. Amo le descrizioni. Amo essere attenta ai particolari, amo poter infilare in un racconto quanto più possibile per aiutare chi legge ad immaginarselo.
Si mi sarebbe veramente piaciuto battere pezzi in nero.
Invece no, resto qui, con il mio blog a galleggiare

Pensieri, parlo, dico e non dico un cazzo. A volte è difficile pure per me seguirmi.

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