#Ambo.

di etereamelodia

Ho aperto la finestra.
C’è un odore strabiliante di freddo invernale, di legna bruciata come se si fosse acceso il camino e si fossero lasciate spalancate tutte le finestre per inondare l’aria di quel profumo. Ci vorrebbero caldarroste e vin brulé. Mi piace fissare la notte con questi odori. Mi piace restare col respiro in gola, sentendo l’aria gelida riempirmi il corpo e poi buttare via fuori i pensieri.
Mi piace.

Sono dolorante, ieri N. mi ha fatto una nuova scheda, come dice F. ho scoperto di avere muscoli che neanche credevo esistessero, dato il dolore atroce che faccio nel fare tutto. Schiena ma soprattutto culo e cosce. Per la mia laurea sarò una figona in tubino. Con gli scarponi perchè, ovviamente, devo mantenere quel che c’è di naturalistico in me, ovviamente scherzavo, purtroppo.
Comunque il tornare a casa stanca e dolorante, aver staccato il cervello per quelle due ore, mi mette di un bene bestiale, questo a riprova del fatto di come in questo momento è dello stare con me per i cazzi miei, che ho bisogno. Certo un saluto, una chiacchiera con gente che di vista si conosce da una vita, almeno dieci anni, ci sta, ma poi quando si fanno le serie, si comincia a contare, non ce n’è per nessuno. Ci sono io che dico a me stessa che ce la posso fare, che manca ancora uno, è una connessione tra me e il mio corpo che mi mancava avere. Perchè posso affinare il legame spirituale, ma per quello fisico, per sentire veramente ogni pezzettino di muscolo e di pelle e sapere e capire come fare per controllarlo, per quello, devo arrivare al mio limite, e poi al limite del mio limite e poi, tornare a casa, tra il freddo, il cappello e la sciarpa ben stretti addosso, dicendomi che ce l’ho fatta ancora. Ho bisogno io, di starmene per i cazzi miei. Ho bisogno di avere il male di vivere adolescenziale, ho bisogno io, di stare bene sul serio.

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