#Emozioni

di etereamelodia

Le emozioni ci rendono umani,dicono.Eppure qualsiasi animale prova emozioni e le prova vere, reali, non influenzate dalle costrizioni sociali di alcuni. Non puoi domare ciò che è selvaggio. E io in questo credo di esserlo, molto più della maggioranza della gente. Non so filtrare gli stati d’animo, me li sento tutti in petto, tutti insieme, tutti enormi e stravolgenti, nudi e puri come sono stati originati. Empatia? Forse. So solo che fanno un male di bene da togliere il fiato. Come sotto una cascata, la cascata di quello che è e non di quello che dovrebbe essere, secondo loro. Quelle emozioni che ti fanno uscire da casa perchè scoppi. Quelle che costruiscono il mio Avantasia. E restano incastonate li. A far male di bene.

Avantasia. Per quanto tempo ho tralasciato questo posto? O meglio non l’ho tralasciato ma solo non chiamato, il nome alla fine non cambia le cose ma gli da importanza. Le rende più reali di quanto non lo siano già. 

È per questo che si dice di non dare il nome agli spiriti delle persone, si rendono personali, umanizzati, concreti. È per questo che io, invece, do un nome a tutte le cose. Agli oggetti, alle piante, ai peluche e si… Perfino alle emozioni. A tutto ciò che è veramente veramente importante, io, lo rendo materia. Lo rendo palpabile, annusabile. Capace di essere percepito. E Avantasia è cosi. È nato pensando di chiamare il mio mondo un po’ come Fantásia della Storia Infinita, ma con qualcosa di diverso e mio. Così quando ho scoperto il medesimo gruppo, con un album che in realtà racconta una storia, un’opera che descrive il viaggio per uno scopo ben preciso, ho capito che il mio posto doveva essere quello, un luogo fisico che racconta un viaggio, il mio. Ho creato posti reali immergendoli in quella matrice un po’ fantastica, ho creato un cimitero dei ricordi dove ci andavano a finire tutte le cose che dovevo mettere via per alleggerire la scalata, ho creato ogni colore e ogni Sole e poi ho deciso io, chi metterci dentro, chi possedesse quelle doti da “portale negli specchi” per poterci penetrare.  

Bisogna ricordarsi dei posti a cui si da un nome e anche la strada per andare e tornare, perchè per essere padroni del nostro mondo bisogna conoscerlo bene e non ci si deve perdere, ne lo si deve perdere, neanche per un istante.

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