#Due.

di etereamelodia

Ho la sensazione di rivivere alcune cose di quando avevo vent’anni e le serate a casa il sabato sera lo confermano; le presenze che fino a ieri erano costanti nella mia vita, con cui ho condiviso l’intero mio mondo, si sono dissolte, incuranti della tempesta che lentamente si stanno trascinando dietro. Sono adulta ormai per capire che nulla è per sempre (trannete), che le strade si dividono, che ognuno ha la sua strada e che spesso crescendo insieme gli interessi non sono più gli stessi e allora ci si saluta col sorriso e buonavita. Ma più cresco e più mi risulta difficile digerire che della cerchia di persone che scegliamo di portarci dietro, sempre di meno arrivano al traguardo finale e che nonostante siamo adulti e che dovremmo capirlo come gira la ruota, siamo purtroppo ancora succubi di questo vortice.

E quindi mi ritrovo a rivestire quel ruolo di convenienza. Avevo quasi scordato la sensazione di esserlo. E mi ricordo bene le dinamiche di quel periodo. E io che mi spaccavo la testa e il cuore di videogiochi per non pensare, e mi ammazzavo l’anima di canzoni per sfogarmi e stare male e poi infilarmi in quei sorrisi il lunedì mattina, scadenti.

Trovo assurdo come si possa mettere da parte oreoreoreoreore di vita vissuta con un semplice click, come un interruttore fisso perennemente su on e poi schiacciato per chiudere per sempre la porta. Trovo assurdo come, se invece la lampadina sia fulminata, nessuno si rimbocchi più le maniche per cambiarla e rimetterne una nuova; la corrente c’è. Il filo di tungsteno si è rotto.

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